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"Pieve di Cadore città d'arte"
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I primi insediamenti stabili risalgono all'età del ferro a sono documentati dai numerosi ritrovamenti archeologici della civiltà paleoveneta. I Romani arrivarono in Cadore nel II sec. a.c. e a Pieve, probabilmente sede di un presidio militare, vi era sul Monte ricco un tempio dedicato a Marte sul quale„ con la cristianizzazione, venne edificata nel V secolo la prima chiesa cristiana dedicata a S. Pietro Apostolo, per molto tempo l'unica al centro di una circoscrizione ecclesiastica comprendente tutto il Cadore. |
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Fin da allora Pieve iniziò ad essere capoluogo a centro amministrativo del territorio, ruolo che ha sempre mantenuto nei secoli. Dopo la dominazione longobarda a quella dei Franchi, nel 181 il Cadore entrò a far parte del patriarcato di Aquileia; quasi certamente nell'XI sec. fu edificata nel centro di Pieve una nuova chiesa - che assunse il titolo di Matrice e fu dedicata a S.Maria - e venne inoltre costruito il castello di Pieve. Contemporaneamente si formava una organizzazione amministrativa locale: in un documento del 1199 appaiono infatti la figura del "marigo" e delle Regole, basi della futura struttura amministrativa della Comunità cadorina. Nello stesso periodo nacque l'istituzione ecclesiastica dell'arcidiaconato, mentre la Pieve rimase l'unica chiesa battesimale del Cadore. Finito il dominio dei Caminesi nel 1337, la vita politica e sociale si trasformò e i Cadorini compilarono il loro nuovo statuto approvato dal Patriarca a da Carlo di Lussemburgo, sotto la cui protezione si era posto il Cadore. |
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Il diritto a mantenere i primi statuti fu riconosciuto anche dalla Serenissima, alla quale nel 1420 i Cadorini decisero di sottomettersi, in cambio di vari privilegi; nel 1444 iniziarono i lavori per la costruzione del Palazzo della Magnifica Comunità Cadorina. Il capitano, eletto dal Senato Veneto, the deteneva il potere esecutivo a il comando militare, risiedeva nel castello di Pieve. Dopo l'elezione dell'imperatore Massimiliano d'Austria nel 1493, i tedeschi presero il castello e saccheggiarono il paese: sono gli anni in cui a Pieve da una famiglia di notai e |
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podestà nasce Tiziano Vecellio, uno dei grandi maestri della pittura italiana. Oualche tempo dopo, nel 1508, i Cadorini e Veneziani sconfissero gli imperiali nella battaglia di Rusecco. |
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Nel 1511 il castello fu nuovamente conquistato dai tedeschi, the requisirono lo statuto cadorino - e da allora, nonostante i molti tentativi di riaverlo, non fu più restituito (oggi è conservato a Innsbruck). . Il lungo periodo di pace, iniziato nel 1516 a terminato con le invasioni napoleoniche nel 1791, favorì lo sviluppo economico di Pieve a la conseguente formazione di una classe di mercanti, the divenne quella egemone, fornendo amministratori ed esponenti ecclesiastici, ma the non riuscì mai a farsi nobiltà, poiché lo statuto non prevedeva il titolo nobiliare. Dalla seconda metà del '500 Pieve cambiò volto grazie alla ricchezza di alcune famiglie (dovuta al commercio del legname) che faranno erigere case di residenza in pietra, secondo la tipologia veneta. AI dominio francese dal 1797 successe quello austriaco, periodo segnato da carestie, epidemie a da precarie condizioni economiche. |
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Con il Congresso di Vienna il Cadore divenne parte del regno del Lombardo-Veneto; la ripresa economica coincise con il riordino del territorio: si costruì la strada d'Alemagna the ancora oggi unisce la Pusteria alla pianura veneta. Nel 1848 i Cadorini decisero di schierarsi con i veneziani contro gli austriaci: quasi cinquemila uomini si misero agli ordini di Pietro Fortunato Calvi. Per l'eroico comportamento tenuto nel corso di quegli eventi, il Comune verrà decorato con la medaglia d'oro al valor militare. |
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Dopo l'annessione del Cadore all'Italia (1866), Pieve alla fine del secolo vedrà nascere riviste e giornali, tra cui "Il Gazzettino", fondato da G. P. Talamini nel 1881 e diventerà meta turistica di fama (tra i suoi ospiti anche Giosuè Carducci); tuttavia la crisi economica successiva costringerà molti cadorini all'emigrazione. Durante la prima guerra mondiale il forte di Monte Ricco, sorto sui resti dell'antico castello, venne distrutto dagli austriaci; terminato il conflitto furono avviate nuove opere pubbliche, tra le quali la costruzione del "trenino delle Dolomiti", the univa Calalzo a Dobbiaco a resterà in funzione dal 1920 al 1964. Con l'avvento del fascismo venne meno un diritto esercitato per secoli da parte dei sindaci cadorini: quello di eleggere i propri rappresentanti alla Magnifica Comunità, mentre la ricorrente crisi economica favorì nuovamente l'emigrazione, che durerà fino agli anni '60. Durante la seconda guerra mondiale, dopo l'8 settembre, Pieve con il suo territorio entrò a far parte dell'Alpenvorland hitleriano: nacquero le prime formazioni partigiane, che presero il nome di "Brigata Calvi", a ricordo del valoroso combattente per la libertà. Negli ultimi trent'anni del '900 lo sviluppo industriale nel settore dell'occhialeria investe il Cadore, riaffermando la posizione di centralità della cittadina, che accoglie l'ospedale, le scuole superiori, gli studi professionali, le attività commerciali, le organizzazioni di volontariato.
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