Presentiamo l' Hotel e la Località

                                                                             La famiglia De Polo Trevisan, da tre generazioni,  gestisce  in proprietà l’ Hotel aperto nel lontano 1919.   l’ Albergo è  classificato a 3 stelle,  pur mantenendo       l’ architettura esterna dei primi del 900, negli anni ha subito numerosi restauri adattando i servizi alla crescente richiesta di qualità della clientela.

 

Apertura annuale, Si trova  in posizione panoramica a 878 mt. Di altitudine,  all’ ingresso di Pieve di Cadore.

Trecento metri pianeggianti ci separano dal centro storico e dai negozi,  raggiungibili percorrendo in sicurezza un marciapiede pianeggiante.

A soli 50 metri il santuario del Cristo, meta giubilare, accessibile  per le funzioni religiose.

Massime garanzie sanitarie;  a 2 minuti dall’ Hotel trovasi l’ ospedale civile  dotato di pronto soccorso.  sede del 118 con elisoccorso.

Pieve di Cadore si fregia del nome di “Città d’Arte”.   Qui è nato il pittore Tiziano Vecellio. visitabile la sua casa natale ed alcune sue opere nella chiesa Arcidiaconale.

Il recente  avvio del Centro Studi Tizianeschi  ha avvalorato ulteriormente l’ offerta museale.

Anche il Museo dell ’ Occhiale ed il palazzo quattrocentesco della Magnifica Comunità  con

il Museo Paleoveneto, sono mete di grande richiamo storico e culturale.

Cultura Natura  ed arte, “ sono di casa “ a Pieve di Cadore !  

 Segnaliamo, vicino all’ Hotel,   il Parco Comunale  di S. Alippio, luogo molto frequentato da ogni turista sia per la presenza della casetta di Babbo Natale, che per la possibilità di effettuare   lunghe passeggiate su sentieri  pianeggianti  disseminati di panchine  dalle quali si può ammirare   uno splendido panorama  sul  lago del Centro Cadore.

Presenti nel parco 2 campi  da bocce, ideali per trascorrere ore spensierate in compagnia.   

 

A Tai, frazione di Pieve di Cadore,  nel bosco di Manzago,  portiamo i nostri ospiti  in passeggiata,  ogni settimana    immersi nel verde, proponendo  un  Pic-Nic  con pietanze cucinate  alla griglia su area attrezzata. 

 Non limitiamo i nostri servizi al solo “ vitto ed alloggio” non dimenticando l’ importanza di proporre una “ buona cucina“ e confortevoli camere.   Le nostre proposte vacanza sono ideali per coloro che cercano “ vacanze attive “  caratterizzate da proposte  giornaliere: ricreative,sportive, culturali e di divertimento. E nostra consuetudine  offrire ai nostri ospiti la possibilità di visitare il circostante territorio dolomitico; solo alcuni nomi: Cortina, Misurina, Sappada, Auronzo di Cadore sono visitabili in mezza giornata ma portiamo i nostri ospiti anche a  Venezia od i villaggi della vicina Austria.

 Proponiamo  soggiorni multi tematici  conformati sui desideri ed aspettative dei Clienti

Siamo convenzionati con: cento tennis, maneggio,  scuola mountain  bike, piscina coperta con sauna e centro abbronzatura,  scuola di ballo, centro fitness  e benessere,  guide alpine,

I nostri “pacchetti vacanza”  non trascurano la cultura: comprendono visite  guidate ai musei, ai centri storici, ai percorsi della grande guerra, sul Monte Piana o sui monti d’ Ampezzo. 

Siamo circondati da  villaggi ricchi di storia e bellezze naturali. Cortina Auronzo e MisurinaSappada, Lorenzago, quest ’ ultimo noto luogo delle  ferie papali.

 

Siamo facilmente raggiungibili da ogni Regione italiana,  ben collegati  all’ aeroporto di Venezia Tessera che dista soli  100 Km. da percorrere quasi interamente in  autostrada. ( A 27 da

Mestre per Belluno Pian di Vedoia ).  Soli 3 Km  ci separano dalla stazione  ferroviaria  di Calalzo-Pieve  di Cadore. Su richiesta effettuiamo   il servizio trasporto clienti gratuito da e per la Stazione FS. o dall’ aeroporto di Venezia al solo costo del rimborso spese. ( con minibus a 9 posti ).

Consultate in Internet il sito dell’ Hotel  www.pelmo.it ,  

Fin da ora ringraziamo per l’ attenzione che vorrete riservarci  rimanendo in attesa di un Vostro riscontro anche telefonico  che Vi invitiamo ad effettuare  al

numero verde 800 676 077

"Pieve di Cadore città d'arte"

I primi insediamenti stabili risalgono all'età del ferro a sono documentati dai numerosi ritrovamenti archeologici della civiltà paleoveneta. I Romani arrivarono in Cadore nel II sec. A.C. e a Pieve, probabilmente sede di un presidio militare, vi era sul Montericco un tempio dedicato a Marte sul quale„ con la cristianizzazione, venne edificata nel V secolo la prima chiesa cristiana dedicata a S. Pietro Apostolo, per molto tempo l'unica al centro di una circoscrizione ecclesiastica comprendente tutto il Cadore.

Fin da allora Pieve iniziò ad essere capoluogo a centro amministrativo del territorio, ruolo che ha sempre mantenuto nei secoli. Dopo la dominazione longobarda a quella dei Franchi, nel 181 il Cadore entrò a far parte del patriarcato di Aquileia; quasi certamente nell'XI sec. fu edificata nel centro di Pieve una nuova chiesa - che assunse il titolo di Matrice e fu dedicata a S.Maria - e venne inoltre costruito il castello di Pieve. Contemporaneamente si formava una organizzazione amministrativa locale: in un documento del 1199 appaiono infatti la figura del "marigo" e delle Regole, basi della futura struttura amministrativa della Comunità cadorina. Nello stesso periodo nacque l'istituzione ecclesiastica dell'arcidiaconato, mentre la Pieve rimase l'unica chiesa battesimale del Cadore. Finito il dominio dei Caminesi nel 1337, la vita politica e sociale si trasformò e i Cadorini compilarono il loro nuovo statuto approvato dal Patriarca a da Carlo di Lussemburgo, sotto la cui protezione si era posto il Cadore.

Il diritto a mantenere i primi statuti fu riconosciuto anche dalla Serenissima, alla quale nel 1420 i Cadorini decisero di sottomettersi, in cambio di vari privilegi; nel 1444 iniziarono i lavori per la costruzione del Palazzo della Magnifica Comunità Cadorina. Il capitano, eletto dal Senato Veneto, the deteneva il potere esecutivo a il comando militare, risiedeva nel castello di Pieve. Dopo l'elezione dell'imperatore Massimiliano d'Austria nel 1493, i tedeschi presero il castello e saccheggiarono il paese: sono gli anni in cui a Pieve da una famiglia di notai e

podestà nasce Tiziano Vecellio, uno dei grandi maestri della pittura italiana. Qualche tempo dopo, nel 1508, i Cadorini e Veneziani sconfissero gli imperiali nella battaglia di Rusecco.

Nel 1511 il castello fu nuovamente conquistato dai tedeschi, the requisirono lo statuto cadorino - e da allora, nonostante i molti tentativi di riaverlo, non fu più restituito (oggi è conservato a Innsbruck). . Il lungo periodo di pace, iniziato nel 1516 a terminato con le invasioni napoleoniche nel 1791, favorì lo sviluppo economico di Pieve a la conseguente formazione di una classe di mercanti, the divenne quella egemone, fornendo amministratori ed esponenti ecclesiastici, ma the non riuscì mai a farsi nobiltà, poiché lo statuto non prevedeva il titolo nobiliare. Dalla seconda metà del '500 Pieve cambiò volto grazie alla ricchezza di alcune famiglie (dovuta al commercio del legname) che faranno erigere case di residenza in pietra, secondo la tipologia veneta. AI dominio francese dal 1797 successe quello austriaco, periodo segnato da carestie, epidemie a da precarie condizioni economiche.

Con il Congresso di Vienna il Cadore divenne parte del regno del Lombardo-Veneto; la ripresa economica coincise con il riordino del territorio: si costruì la strada d'Alemagna the ancora oggi unisce la Pusteria alla pianura veneta. Nel 1848 i Cadorini decisero di schierarsi con i veneziani contro gli austriaci: quasi cinquemila uomini si misero agli ordini di Pietro Fortunato Calvi. Per l'eroico comportamento tenuto nel corso di quegli eventi, il Comune verrà decorato con la medaglia d'oro al valor militare.

Dopo l'annessione del Cadore all'Italia (1866), Pieve alla fine del secolo vedrà nascere riviste e giornali, tra cui "Il Gazzettino", fondato da G. P. Talamini nel 1881 e diventerà meta turistica di fama (tra i suoi ospiti anche Giosuè Carducci); tuttavia la crisi economica successiva costringerà molti cadorini all'emigrazione.

Durante la prima guerra mondiale il forte di Monte Ricco, sorto sui resti dell'antico castello, venne distrutto dagli austriaci; terminato il conflitto furono avviate nuove opere pubbliche, tra le quali la costruzione del "trenino delle Dolomiti", the univa Calalzo a Dobbiaco a resterà in funzione dal 1920 al 1964.

Con l'avvento del fascismo venne meno un diritto esercitato per secoli da parte dei sindaci cadorini: quello di eleggere i propri rappresentanti alla Magnifica Comunità, mentre la ricorrente crisi economica favorì nuovamente l'emigrazione, che durerà fino agli anni '60.

Durante la seconda guerra mondiale, dopo l'8 settembre, Pieve con il suo territorio entrò a far parte dell'Alpenvorland hitleriano: nacquero le prime formazioni partigiane, che presero il nome di "Brigata Calvi", a ricordo del valoroso combattente per la libertà. Negli ultimi trent'anni del '900 lo sviluppo industriale nel settore dell'occhialeria investe il Cadore, riaffermando la posizione di centralità della cittadina, che accoglie l'ospedale, le scuole superiori, gli studi professionali, le attività commerciali, le organizzazioni di volontariato.

Il Palazzo della Magnifica Comunità, con il museo archeologico, la casa natale di Tiziano, quella di Tiziano l'Oratore costituiscono con la chiesa arcidiaconale di S.Maria Nascente a il Museo dell'Occhiale, i punti fondamentali del percorso culturale the Pieve offre al visitatore, assieme alle bellezze naturali del suo paesaggio e l'ospitalità dei suoi abitanti.